Il divario tra adozione dell’AI e ritorno sull’investimento nelle imprese
Quasi nove aziende su dieci usano l'intelligenza artificiale. Solo il 6% ne ricava un impatto economico misurabile.
Oggi l’88% delle organizzazioni usa l'AI in almeno una funzione aziendale, in crescita rispetto al 78% dell'anno precedente. L'uso della AI generativa sale al 72%, dal 33% del 2024. Il dato viene da un sondaggio McKinsey condotto tra fine giugno e fine luglio 2025 su 1.993 rispondenti in 105 Paesi.
Quando l'adozione diventa quasi universale, smette di essere un elemento di differenziazione. Dire "usiamo l'AI" non distingue più un'azienda dai suoi concorrenti.
Il valore economico resta l'eccezione
Qui si apre il divario. Solo il 39% dei rispondenti attribuisce un qualche impatto sull'EBIT all'uso dell'AI, e nella maggior parte dei casi si tratta di meno del 5% dell'EBIT complessivo.
McKinsey isola un gruppo ristretto: le aziende che attribuiscono all'AI almeno il 5% dell'EBIT e che dichiarano di ricavarne un valore significativo. Sono circa il 6% del campione, 109 organizzazioni su quasi 2.000. Questo gruppo viene definito degli high performer.
Il dato converge con una ricerca indipendente del MIT, secondo cui solo il 5% dei progetti pilota di AI genera un ritorno finanziario misurabile. L'allineamento tra due studi separati rende questa una delle statistiche più solide sul ritorno reale dell'AI.
Cosa fanno gli high performer
La differenza non sta nel modello scelto, ma nel modo in cui l'AI viene inserita nell'organizzazione. Gli high performer condividono alcune caratteristiche.
Puntano alla trasformazione, non solo all'efficienza. Mentre l'80% delle aziende cita l'efficienza come obiettivo, questo gruppo aggiunge crescita e innovazione, e ha una probabilità circa tre volte maggiore di usare l'AI per un cambiamento profondo del business.
Ridisegnano i processi. Il fattore più correlato all'impatto sull'EBIT è la riprogettazione dei flussi di lavoro. Eppure solo il 21% delle organizzazioni che usano AI generativa ha ridisegnato almeno alcuni processi. La grande maggioranza sovrappone l'AI a procedure esistenti senza ripensarle.
Governano il rischio. Oltre la metà delle aziende ha registrato almeno un incidente legato all'AI, con l'inaccuratezza al primo posto. Gli high performer definiscono processi di validazione umana molto più spesso degli altri: il 65% contro il 23%.
Dall'esperimento alla scala
Circa due terzi delle organizzazioni non ha ancora avviato la fase di scala a livello aziendale. Sul fronte degli agenti, il 62% sta almeno sperimentando e il 23% sta portando in produzione sistemi agentici in almeno una funzione.
Il quadro descrive un mercato maturo nell'adozione ma immaturo nell'esecuzione. Le imprese hanno gli strumenti, ma molte non hanno ancora cambiato il modo di lavorare attorno a questi strumenti. È qui che si concentra il valore non ancora catturato dalle imprese, anche quelle che hanno investito bene e in tempo nell’Intelligenza Artificiale.