Il mercato dati italiano vale 4.1 miliardi. Solo il 23% delle grandi aziende sa usarli davvero.

Cinque anni di crescita al 20% annuo non hanno prodotto un salto equivalente nella capacità delle imprese di usare i dati per decidere.

Nel 2025 la spesa italiana in Data Management, Business Intelligence e AI ha raggiunto 4.1 miliardi di euro, con una crescita del 20% rispetto all'anno precedente, in linea con i trend degli anni precedenti (Politecnico di Milano, Osservatorio Big Data e Business Analytics).

È la quinta crescita consecutiva a doppia cifra. Il mercato è maturo, in senso dimensionale; tuttavia, la maturità organizzativa è un'altra storia.

La spesa cresce, la governance no

Solo il 38% delle grandi aziende italiane ha definito una chiara strategia di valorizzazione dei dati. Appena il 20% ha nominato un executive dedicato, come un Chief Data Officer (Politecnico di Milano, Osservatorio Big Data e Business Analytics). L'87% delle grandi aziende italiane ha costruito una Data Platform, ma poche riescono a governare in modo completo l'intero ciclo di vita del dato, elemento cruciale per generare valore attraverso l'AI (Politecnico di Milano).

Il pattern è chiaro: le aziende comprano l’infrastruttura ma non investono in governance, ownership del dato, processi decisionali basati sui dati. La piattaforma esiste, la responsabilità del dato no.

Mercato 2025

€ 4.1 mld

+20% YoY, 5° anno consecutivo

Strategia dati definita

38%

grandi aziende italiane

Maturità avanzata (DSI)

23%

era 20% nel 2023

Politecnico di Milano, Osservatorio Big Data e Business Analytics 2024–2025

Chi traina la spesa e chi è rimasto indietro

Nel 2025 la componente più dinamica della spesa è quella su Business Intelligence e AI: rispettivamente +31% e +21%. Le medie imprese tra 250 e 1.000 addetti crescono del 27%, le grandissime solo del 12%; queste ultime sono in fase di consolidamento dopo anni di investimenti intensivi.

Il settore finanziario concentra ancora un terzo della spesa complessiva. Il manifatturiero segue con il 25%.

La spesa cresce, la governance no

Solo il 38% delle grandi aziende italiane ha definito una chiara strategia di valorizzazione dei dati. Appena il 20% ha nominato un executive dedicato, come un Chief Data Officer (Politecnico di Milano, Osservatorio Big Data e Business Analytics). L'87% delle grandi aziende italiane ha costruito una Data Platform, ma poche riescono a governare in modo completo l'intero ciclo di vita del dato, elemento cruciale per generare valore attraverso l'AI (Politecnico di Milano).

Il pattern è chiaro: le aziende comprano l’infrastruttura ma non investono in governance, ownership del dato, processi decisionali basati sui dati. La piattaforma esiste, la responsabilità del dato no.

Il problema PMI

L'89% delle PMI italiane dichiara di fare analisi dati nel 2025, dieci punti percentuali in più rispetto al 2024. Ma solo una su tre ha professionisti dedicati e circa otto su dieci non integrano le proprie fonti dati, o lo fanno manualmente.

Quindi, anche se il numero di PMI che "fa analytics" è cresciuto, la qualità di ciò che fanno è rimasta pressocché invariata.

Il Data Strategy Index

Il Politecnico di Milano misura ogni anno la maturità delle grandi aziende italiane attraverso il Data Strategy Index. Nel 2024 il 23% delle grandi organizzazioni ha raggiunto livelli avanzati di valorizzazione dei dati, in crescita dal 20% del 2023. L'11% è ancora da considerarsi immaturo (Politecnico di Milano, Osservatorio Big Data e Business Analytics).

Il 23% avanzato significa che quasi 8 grandi aziende su 10 operano con una maturità dati media o bassa.

Governance e maturità dati nelle grandi aziende italiane (2025)

Fonte: Politecnico di Milano, Osservatorio Big Data e Business Analytics 2024–2025

Data Strategy Index

Maturità avanzata
23%
Maturità media
66%
Immaturo
11%

Governance formale

Ha una Data Platform
87%
Ha strategia dati definita
38%
Ha nominato un CDO
20%

Politecnico di Milano, Osservatorio Big Data e Business Analytics 2024–2025

Perché il gap persiste?

La risposta non è tecnica. Gli strumenti esistono, sono accessibili e spesso già acquistati. Il problema è organizzativo: mancano la figura responsabile del dato, la definizione condivisa di cosa ogni dato deve contenere, e i processi che traducono i risultati delle analisi in decisioni. Senza queste tre cose, la spesa in dati produce report, non un vantaggio competitivo.

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